McGregor, le sue guardie del corpo non sono pagate per proteggere lui: l’inquietante verità

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McGregor, campione di arti marziali di chiara fama è l’atleta più pagato al mondo. Per i suoi colpi di testa è già stato al centro di episodi molto controversi, a ogni modo che ruolo hanno davvero le sue guardie del corpo?

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Mcgregor – Political24 – (fonte: Instagram)

Il recente passaggio di McGregor a Roma per il battesimo del figlio non è rimasto senza conseguenze. I suoi avversari dopo quanto accaduto con Francesco Facchinetti, hanno subito colto l’occasione per provocarlo, per esempio l’ex lottatore Henry Cejudo l’ha invitato a colpire Khabib Nurmagomedov, suo storico rivale, come avrebbe attaccato il nostro malcapitato cantante.

Ma quale inquietante verità si nasconde sulle bodyguards del lottatore?

McGregor, una macchina da guerra anche fuori dall’arena

Il soggiorno italiano di McGregor non è filato liscio come si era sperato e il campione di arti marziali è stato protagonista di un episodio di immotivata violenza su cui adesso c’è un’indagine in corso. L’irlandese infatti ha aggredito l’imprenditore Francesco Facchinetti un paio di settimane fa, mentre loro due, la moglie del musicista Wilma, il cantante Benji Mascolo e la sua compagna Bella Thorne si trovavano in una saletta privata dell’hotel 5 stelle Regis di Roma.

Il doppiatore vittima dell’aggressione ha poi denunciato tutto alla polizia e raccontato e mostrato online i segni della brutalità subita. Più di recente, nel corso del suo programma su Radio 105: 105 Kaos il presentatore ha ribadito che niente, nemmeno 10 milioni di Euro offerti come risarcimento, potrebbe fargli ritirare la denuncia. In realtà dj Francesco non è stato il primo a ricevere i pugni del focoso dublinese.

Solo qualche tempo prima ad essere picchiato era stato il rapper Machine Gun Kelly colpevole di non aver detto sì a un selfie col lottatore. Ma le sue guardie del corpo cosa dovrebbero fare se non proteggere Conor?

“Le sue mani sono come dei kalashnikov”

Sempre il povero Facchinetti ha raccontato al Corriere della Sera della notte disgraziata in cui lui e gli altri partecipanti alla serata sono stati accolti in hotel da una decina di guardie del corpo. Quando poi si è verificata la violenza e il conduttore è stato scaraventato da un pugno dall’altra parte della stanza 4 delle supposte bodyguards sono intervenute per “appendere al muro” lo sportivo e tenerlo fermo.

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Ha visto nero e voleva attaccare” ha commentato il presentatore aggiungendo convinto che se non ci fossero stati gli uomini della sicurezza McGregor avrebbe continuato a picchiarlo. Il figlio del cantante dei Pooh è consapevole di essere stato “fortunato, nel senso che poteva andargli molto peggio dal momento che le mani dell’irlandese sono come dei kalashnikov. Siccome il combattente è facile a questi colpi di testa i mastodontici uomini della security, secondo Facchinetti, non sono lì per proteggere il campione, ma gli altri da lui.

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