Albano, messo al bando e accusato di terrorismo: com’è finita quella scioccante storia

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Uno dei cantanti e personaggi più amati della televisione italiana, Albano Carrisi, tempo fa ha ricevuto l’accusa di terrorismo dall’Ucraina. Ma la domanda è “perché” e poi, com’è finita questa storia? Ecco tutti i dettagli.

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Albano Carrisi-Political24

Alla carriera e alla vita “travagliata” del cantante e personaggio più amato della televisione italiana, Albano Carrisi, poteva mancare solo l’accusa di terrorismo e poi le avrebbe collezionate tutte.

Ma attenzione: non è affatto uno scherzo! Infatti, l’Ucraina, nel corso del 2019, ha accusato il cantante di terrorismo e l’ha così inserito nella lista nera del governo di Kiev. Ma perché una reazione del genere? Vi starete chiedendo. Se ancora non conoscete tutta la storia, è arrivato il momento di conoscerla per intero e di scoprire anche com’è finita.

L’accusa di terrorismo ad Albano

Anche se potrebbe sembrare uno scherzo di cattivo gusto da parte dell’accusatore, è tutto vero. Nel corso del 2019, infatti, il governo di Kiev ha associato il nome del noto cantante di Cellino San Marco alla parola “terrorista”.

Subito la notizia ha fatto il giro del mondo e in un certo senso, le reazioni sono state superficiali, tra risate e dubbi. Certo, l’incredulità ancora al giorno d’oggi è tanta: com’è possibile pensare che il nostro amato Albano possa essere confuso con l’appellativo di “uomo di guerra e di distruzione di massa“? E soprattutto, su quali basi vengono fondate queste sentenze?

Riguardo a queste domande, tante sono state le ipotesi e le risposte che si sono date, tra cui una presunta inimicizia dell’accusato nei confronti del governo ucraino o il mancato interesse/apprezzamento di Kiev nei confronti delle doti canore di Albano.

Ma a quanto pare, la verità si nasconde da tutt’altra parte. E nonostante si possa sorridere sentendo una notizia di questo tipo, di certo al cantante non ha fatto piacere essere accusato di terrorismo, come ha riportato allo stesso giornalista Staffelli al programma Striscia La Notizia, su Canale 5, alla consegna del “Tapiro d’oro”.

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Ecco com’è finita la bizzarra storia

Ma quindi, com’è andata a finire la storia dell’accusa di terrorismo? Prima di tutto, bisogna sottolineare come la motivazione per cui il cantante ha ricevuto questo appellativo è per la sua presunta amicizia intima con Putin e con la Russia.

D’altro canto, però, come ha affermato lo stesso Albano in diverse interviste, la sua non è un’amicizia ma una “semplice conoscenza“, quella con la Russia e con il Capo di Stato. Ha cantato in quella nazione diverse volte come lo ha fatto in tante altre, compresa l’Ucraina.

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In seguito, Albano ha chiesto al governo di Kiev di cancellare il suo nome dalla lista nera perché, in primis, non costituisce una minaccia alla sicurezza nazionale e in secondo luogo, non potrebbe più recarsi in Ucraina ad esibirsi e cantare. E lì ci sono molti suoi fan, quindi sarebbe stato un bel problema! Fortunatamente tutto è stato risolto nel miglior modo possibile e Carrisi è stato cancellato dalla lista.

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