Bere caffè fa veramente male? | La scienza chiarisce tutto

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Spesso ci si chiede se bere caffè faccia bene o male e quali siano gli effetti sul nostro fisico. Si è ritenuto a lungo che la caffeina facesse male, che causasse dipendenza, per esempio, ma è davvero così? Cosa dice la scienza al riguardo? 

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Il caffè è un alimento fin dalla notte dei tempi, i pastori abissini lo masticavano in grani per la sua carica stimolante.

In tempi più recenti tanti amano una buona tazzina bollente con la sostanza che viene largamente apprezzata per il suo inconfondibile profumo e gusto, insomma non solo per il suo “magico” potere di darci una bella scarica con cui iniziare la nostra giornata.

Ma allora questa bevanda che scandisce pause e riti sociali è davvero così “pericolosa” per la nostra salute?

Una tazzina di caffè e i suoi molteplici effetti

Mentre voi vi gustate il sapore del caffè la caffeina inizia a spargersi nei fluidi del vostro corpo, in poco tempo arriva al cervello e lì si aggancia ai ricettori che di solito ricevono l’adenosina, ovvero una sostanza chimica che porta alla sonnolenza. In questo modo la calda bevanda che marca la pausa in ufficio e la chiusura di pranzi e cene impedisce che vi addormentiate.

Peccato che dopo 3 o 5 ore vi serva una nuova ricarica perché nel frattempo il fegato avrà diminuito notevolmente l’effetto di metà della caffeina. Inoltre benché ci sia chi fatichi ad attivarsi senza caffè al mattino la cosiddetta dipendenza da questa sostanza non è stata scientificamente provata. Ma allora qual è l’esatto parere della scienza?

Una tazzina per sconfiggere Alzheimer e Parkinson

Nel tempo sono stati effettuati numerosi studi che hanno dimostrato che, contrariamente al pensiero comune, bere caffè fa bene. Migliora i riflessi, ci aiuta ad aumentare la velocità con cui svolgiamo i compiti e favorisce anche l’assimilazione di informazioni. Inoltre ha anche un effetto antiossidante e infatti diminuisce i radicali liberi.

Stando alla scienza permetterebbe addirittura una riduzione del rischio di contrarre il diabete di tipo 2 dal 2 al 7%. Ridurrebbe anche del 56% il rischio di Alzheimer e del 60% quello di avere il Parkinson. Nel caso dell’Alzheimer la caffeina ridurrebbe la proteina beta amiloide che forma le placche nel cervello di chi ha questa malattia, inoltre chi beve caffè avrebbe uno stile di vita più sano.

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C’è però un ma, nel senso che bisogna fare attenzione alle dosi, perché se si eccede si può avere come conseguenza negativa: tachicardia, ansia, nervosismo. Sempre stando alla scienza, per approfittare dei benefici la quantità ideale è quella di un massimo di tre o quattro tazzine al giorno.

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