Tra i Repubblicani ci sarebbe una ‘drag queen’ | Il partito di Trump sprofonda nell’imbarazzo

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Notizia che ha dello sconvolgente quella che coinvolge il partito dei Repubblicani, dominato da Donald Trump. Tra le file, anche una drag queen

Non ci si può dimenticare facilmente il periodo di Donald Trump da presidente degli Stati Uniti d’America. In particolare, non ci si può scordare ciò che è successo a Capitol Hill nella sera del 6 gennaio 2021, assalto per il quale Trump ha subito delle condanne.

Donald Trump
Donald Trump, una drag queen nel suo partito (political24.it)

Oggi a capo del partito Repubblicano, proprio in queste ore Donald Trump sta vivendo ore di forte imbarazzo a causa di un suo deputato di origine brasiliana, George Santos. Secondo le indiscrezioni, infatti, Santos avrebbe falsificato il suo curriculum e sarebbe inoltre coinvolto in irregolarità finanziarie ed elettorali, ma non solo: pare che sia una drag queen. Ecco i fatti.

George Santos, conosciuto anche come Kitara

A rivelare la possibile doppia vita di George Santos, deputato tra le fila dei repubblicani, è un tweet di Msnbc Marisa Kabas, la quale scrive di aver parlato con Eula Rochard, una drag queen sua amica. Quest’ultima, riferisce che, quando viveva a Rio de Janeiro, conosceva molto bene George Santos: a suo dire, però, tutti lo chiamavano Antony oppure Kitara, il suo nome da drag queen. George Santos ha del tutto negato questa circostanza, definendo la notizia categoricamente falsa.

George Santos
George Santos, la drag queen dei repubblicani (political24.it)

Sebbene non ci sia assolutamente niente di male nell’essere una drag queen, se la notizia fosse vera andrebbe in netto contrasto con le posizioni del partito repubblicano, decisamente conservatrici in questo senso. Proprio di recente, infatti, il partito di Donald Trump ha avviato una crociata contro gli spettacoli dove le drag queen sono protagoniste. Nonostante George Santos si sia dichiarato un repubblicano apertamente gay, ha sostenuto le politiche conservatrici portate avanti dal suo partito, compresa la legge della Florida “Don’t Say Gay“, che limita l’istruzione sessuale nelle scuole.

Nelle ultime ore, però, sembrano esserci alcune prove in merito alle bugie di Santos. I media USA, per esempio, hanno le prove del fatto che, il giorno dell’11 settembre 2001, sua madre non era al World Trade Center, come da lui dichiarato, ma in Brasile. Due veterani del New Jersey, inoltre, l’hanno accusato di aver portato avanti una raccolta fondi per operare uno dei loro due cani, malato di tumore. Dopo aver raccolto i soldi, però, secondo le loro accuse George Santos se ne sarebbe fuggito con tutto il denaro.

In seguito a tutte queste accuse, i vertici locali del partito repubblicano di New York ne hanno chiesto le dimissioni; sul fronte nazionale, però, nessuna richiesta ufficiale.