Renato Zero: ma perché i fan si chiamano sorcini? | Il motivo è assurdo

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Renato Zero è un grandissimo artista che non avrebbe bisogno di presentazioni. E’ stato autore di tantissime canzoni che hanno fatto la storia del panorama musicale italiano. I suoi fan hanno un nome molto particolare, ecco spiegato il motivo.

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Renato Zero – political24

Renato Zero è un cantautore e showman che ha segnato decenni della musica italiana con la sua musica.

Ha pubblicato 44 album e scritto più di 500 canzoni spaziando su diversi temi e realizzando testi anche per altri colleghi. E’ certamente uno degli artisti più popolari, con un enorme successo. I suoi sostenitori hanno un nome molto strano, da cosa deriva? Ecco la risposta.

Renato Zero: cantante amato dalle folle

Ancora molto giovane comincia ad esibirsi nei locali romani, assumendo presto il nome d’arte che lo accompagnerà per tutta la vita, in segno di sfida per tutti coloro che non credevano nel suo talento e gli dicevano che era “meno di zero”. Lui però era un vero prodigio e a 14 anni ha ottenuto il suo primo contratto al Ciak di Roma. Arrivati in fretta gli Settanta del glam rock lui si afferma come uno dei protagonisti assoluti.

E’ un artista molto provocatorio, per esempio a fine anni Ottanta per promuovere il suo disco Leoni si nasce organizzò una conferenza stampa allo zoo e si presentò con una pelle di leone e pigmei. Dopo un periodo di crisi è ritornato sulla vetta del successo negli anni Novanta, nel 1991 ha partecipato per la prima volta a Sanremo. A 70 anni è ancora una presenza di rilievo nel mondo musicale, sempre sostenuto dai fan che hanno un nome bizzarro.

Da zerofolli a sorcini

Inizialmente i fan del cantante si chiamavano zerofolli, come omaggio al nome d’arte del loro beniamino, poi però già nei primi anni Ottanta la definizione è cambiata. L’occasione si è presentata a Marina di Pietrasanta quando chiese a un amico di fare un giro in motorino e in poco tempo si trovò al seguito tantissimi ragazzi coi loro motorini, un po’ come la fiaba del pifferaio magico. Pare che alle forze dell’ordine intervenute lui abbia detto: “lasciateli stare, sono carini, sembrano tanti sorcini“.

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A quel punto i fan sono diventati sorcini e lui il loro re. In seguito il cantante ha continuato a chiamarli così e ha dedicato loro anche delle canzoni. Al 1981, per esempio, risale: I figli della topa compreso all’interno di Artide Antartide, mentre nel 1982 vennero organizzate le Sorciadi presso lo stadio Eucalipti a Roma. L’artista partecipò alla premiazione, dimostrando un forte legame con i suoi cari sorcini, appunto.

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