Giovani greci in piazza | La solidarietà verso l’influencer nemico di Greta

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Solidarietà sì, ma non per Greta Thunberg in questa circostanza. Anzi, proprio il contrario: tanti giovani greci sono scesi in piazza per simpatizzare proprio contro il nemico dell’attivista svedese.

Per chi si fosse perso le “puntate precedenti”, facciamo un breve riassunto della vicenda cje che coinvolge a colpi di tweet e dissing social Greta Thunberg e Andrew Tate. L’ex pugile, infatti, da qualche settimana è finito al centro delle polemiche per le sue posizioni misogine e per per l’incitamento all’odio sui social contro che gli attivisti ambientali, tra questi ovviamente figura Greta Thunberg.

Greci in piazza
Greci in piazza a favore di Andrew Tate (political24.it)

Su Twitter, infatti, dopo esser stato riammesso sulla piattaforma grazie alla nuova gestione più morbida di Elon Musk, l’ex atleta di kick-boxing anglo-americano aveva scritto: “Ciao Greta Thunberg. Io ho 33 macchine. La mia Bugatti ha un motore W16 da 8 litri con turbo quadruplo. Le mie due Ferrari da competizione hanno un V12 da 6 litri e mezzo. Questo è l’inizio. Per favore, inviami il tuo indirizzo email così che possa mandarti una lista completa delle mia collezione di auto e delle loro enormi emissioni”.

Insomma, non proprio il massimo; ma Greta non si è fatta di certo intimidire, anzi ha risposto provocatoriamente: “Certo, ti prego, illuminami. Scrivimi pure a celhopiccolo@fattiunavita.com“. Dissing di un certo livello, si intende, eppure Tate ora rischia grosso.

Greci in piazza a favore di Andrew Tate

Finché insomma si trattava di fastidiosi e fuligginosi singolar tenzoni via social, oltre il disagio e allo sconcerto non si provocava nient’altro. Eppure, qualche giorno dopo il tweet, Andrew Tate è stato arrestato in Romania con l’accusa di coinvolgimento in un’organizzazione criminale per lo sfruttamento sessuale delle donne indotte alla prostituzione.

Accuse gravi, pesanti che eludono una tifoseria o gli sfottò come era stato fino ad ora nello scontro tra Thunberg e Tate. C’è stato chi, però, dopo l’arresto ha deciso di manifestare tutta la sua solidarietà al pugile. Così, tanti giovani greci sono scesi in piazza la scorsa domenica per dimostrare la loro vicinanza a Tate.

I video caricati sui social media mostrano come i giovani gridano “Rilasciate TopG” (il soprannome di Tate) mentre attraversano piazza Syntagma e via Ermou nel centro di Atene. Tate e suo fratello Tristan, infatti, per i prossimi 30 giorni sono in custodia cautelativa in Romania, mentre la polizia indaga sulle accuse pesanti che coinvolgono i due.

Le autorità rumene hanno dichiarato di aver sequestrato quasi quattro milioni di dollari di beni appartenenti alla controversa personalità di Internet. Circa 3.942.700 dollari sono stati sequestrati, come ha dichiarato l’Agenzia per il recupero e la gestione dei beni del paese (ANABI) in un comunicato stampa sabato. Ma non solo.

La polizia sta cercando di capire anche se Tate abbia attirato donne in Romania con la promessa di una relazione seria o di un matrimonio, prima di costringerle o manipolarle a lavorare per lui come prostitute nelle chat room di intrattenimento per adulti. Motivo per cui, gli inquirenti stanno anche esaminando le accuse di stupro di una delle testimoni. Gli investigatori, infatti, hanno confermato di aver identificato sei donne come potenziali vittime.

Tuttavia, la scorsa settimana, due delle donne coinvolte nelle indagini hanno negato pubblicamente qualsiasi maltrattamento da parte dei fratelli Tate. Anche se alcuni tatuaggi con la scritta “Property of Tate” e “Tate Girl”, non lasciano dubbi. Tutte le donne, infatti, lavoravano nel complesso di Bucarest. In Romania Andrew Tate viveva con suo fratello e le modelle che gestivano la sua attività di webcam per adulti.

Ma come è possibile che molti giovani greci siano scesi in piazza? Andrew Tate, come dicevamo prima, è noto per le sue invettive virali online sul dominio maschile, la sottomissione femminile e la ricchezza. E così, per alcuni ragazzi è diventato un modello da seguire e da difendere.

Articolo di Karola Sicali