Come si è evoluta la religione? | Più scissioni che nella sinistra

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Se vi sembra una domanda semplice e che risale alla stessa creazione del mondo, evidentemente non sapete quante scissioni ci siano state a sinistra in Italia in un secolo.

La bellezza del pensiero e dell’umanità risiede nello sviluppo continuo, nell’evoluzione e anche, se non soprattutto, nella scissione. La stessa storia dell’umanità, più che per assimilazione, è progredita proprio grazie al contrasto, anche feroce e terribile in alcune circostanze, eppure ha forgiato il mondo per come lo conosciamo ora con la sua cultura, credo e società.

Religione
La religione e le sue scissioni (political24.it)

E a proposito di credo, in ogni epoca l’uomo ha cercato disperatamente di dare un senso ultimo agli eventi inspiegabili del mondo, tant’è che perfino il dogma è stato messo in dubbio in alcuni casi, proprio perché all’essere umano non bastava più una versione fin troppo semplicistica della vita e dell’esistenza. Insomma, l’insoddisfazione umana ha mosso il mondo, provocando anche scossoni non di poco conto e scissioni, forse anche troppe però.

Diciamo pure però come ci sia una matrice comune per quello che riguarda le religioni monoteiste cristiane. Stiamo parlando, ovviamente, dell’Ebraismo che da Adamo ed Eva fino ad Abramo, passando poi da Giacobbe fino a Mosè, aveva plasmato e forgiato il mondo antico, finché non si è palesato il figlio di Dio, Gesù, colui che creò la più grande e importante scissione di tutte, tanto da cambiare pure il tempo prima e dopo la sua venuta sulla Terra. Insomma, una frattura epocale come poche.

Eppure, lo stesso Cristianesimo nel corso dei secoli si è sfilacciato non poco, con tanto di eresie, vangeli apocrifi e correnti di pensiero che non hanno trovato spazio nella millenaria istituzione clericale che è rimasta salda al potere, sia temporale che spirituale, proprio per la sua capacità di rimanere graniticamente ferma nelle sue posizioni, nonostante la secolarizzazione dei nostri tempi l’abbia messa in crisi diverse volte.

Breve storia delle Chiesa e lunga storia sinistra italiana

Lo sappiamo, sembra quasi un paradosso Chiesa e sinistra nella stessa frase eppure hanno in comune un modus operandi che se nei secoli ha fortificato l’una, piano piano ha demolito l’altra sotto il peso dell’indecisione e della confusione. La Chiesa, infatti, rispetto al Cristianesimo, diciamo pure come sia un’invenzione moderna.

Prima e dopo il concilio di Efeso, malgrado diverse dottrine religiose bollate come eretiche, come ad esempio l’Arianesimo, il movimento dolciniano di Fra Dolcino o ancora il Nestorianesimo, esisteva comunque solo ed esclusivamente il Cristianesimo. Sarà solo con la riforma protestante e la controriforma che la Chiesa Cattolica Romana prenderà forma, distaccandosi formalmente e anche ontologicamente dalla Riforma Protestante che portò alla fondazione della chiesa inglese anglicana sotto il Re Enrico VIII, ma soprattutto del Protestantesimo, capeggiato da Martin Lutero, con anche tutte le sue odierne declinazioni, come il metodismo in America fra tutte.

Insomma, servirebbero pagine e pagine per trattare il tema e comunque risulterebbe lo stesso poco esaustivo. Sia la politica che la religione, infatti, sono entrambe entità astratte messe in campo da uomini con una propria testa pensante capace di scontrarsi con la tradizione e le regole fino alla morte. Ma anche la frammentaria sinistra italiana, in un lasso di tempo molto più breve, non è stata di certo da meno.

Tutto ebbe inizio nel lontano 1921, quando un giovane e appassionato Antonio Gramsci insieme ad Amadeo Bordiga decise di separarsi dal Partito Socialista Italiano proprio per poter radicalizzare le lotte della classe operaia. Il socialismo in Italia si era sin da subito dimostrato molto moderato, tanto da parlare nel corso degli anni di Riformismo in opposizione proprio alla rivoluzione e al potere al popolo, entrambi perni del partito comunista italiano, fondato proprio da Gramsci più di 100 anni fa, partito egemone della sinistra italiana dopo il secondo dopoguerra fino alla Prima Repubblica.

Tuttavia, dopo lo scandalo tangentopoli, negli ultimi 30 anni la sinistra italiana ha sperimentato una frammentazione senza precedenti. Soprattutto la sinistra più estrema ha accusato il colpo, rimproverandosi a vicenda di essersi ammorbidita non poco e formando piccole realtà meteore che non hanno mai raggiunto un consenso ampio da parte dell’elettorato.

Per quanto riguarda, invece, il centrosinistra, grazie alla confluenza di Democratici di Sinistra e La Margherita in un solo partito, nel 2007 nasce il Partito Democratico, capace di intercettare, almeno per un po’, un comune sentimento dal retaggio socialista sotto mentite spoglie. Ma già nel 2009 si registra la prima scissione, quando Francesco Rutelli fonda Alleanza per l’Italia.

Ma non solo. Filippo Civati nel 2015 lascia il PD per il gruppo “Possibile”, oggi in prima linea a sostegno del salario minimo. E nel giro di niente nascono anche Sinistra Italiana, dalla fusione di Sinistra Ecologia Libertà e Futuro a Sinistra, Italia Viva di Matteo Renzi e Azione di Carlo Calenda. Questi ultimi due partiti si sono presentati insieme alle ultime elezioni politiche creando il cosiddetto “Terzo Polo”.

Articolo di Karola Sicali